Tipologia dell’amore sul social di Mark

Con l’avvento dei social, nel lontano paleolitico 2.0, soprattutto con il fioccare delle iscrizioni su facebook, le coppie si sono trovate in quella che oserei definire una grande crisi d’identità, non sapendo se al momento della registrazione, per non mancare di rispetto al proprio partner, ci si doveva impegnare per una singola e propria pagina personale, con il rischio di pagare una sovrattassa o decidere di cointestare i beni e fare quel tanto amato profilo di coppia che se arrivava un nascituro, nella foto che li ritraeva, si aggiungeva anche una culla.

Tutto questo fino ad un paio di anni fa, soprattutto quando le donne, memori delle lotte per l’uguaglianza, la libertà ed il suffragio universale, con il rossetto tra i denti e i manici delle borse tra le mani, hanno deciso di ribellarsi ed hanno sciolto questa catena virtuale.

Pian piano si è assistito ad un vero e proprio tripudio di identità, ormai non più celate e negate ed anche se  il beneamato account all’unisono, oggi,  non serve più, rimane costante  l’idea che quella semilibertà vigilata, conquistata dopo un 41bis senza capo d’imputazione e condanna, viva in una perenne finzione metaforica.

Una libertà a cui nessuno crede, neanche i due utenti amorosi, ma tant’è, facciamo capire che seppur insieme ed anche se abbiamo conservato la nostra autonomia, un’occhiatina, delimitazione di territorio, come quando i cani fanno pipi per marcare le loro zone di confine, è sempre meglio che ci scappi

Ogni giorno, a fasi alterne, intervallati da orari a random, sia mai l’effetto sorpresa dovesse svanire, lei e lui si inondano le rispettive bacheche di musica, messaggi, ricette, preghiere e testamenti da far impallidire i fantasmi di Romeo e Giulietta, Renzo e Lucia, Don Abbondio e la Perpetua che questi due, si sa, un poco pure si amavano –  Topolino e Minnie, la mia vicina di casa con il marito morto che ancora rimembra quando perde colpi nei ricordi.

Ma il pezzo forte del legame amoroso si consuma in quelle che sono le fotografie.

Per carità belle, ma belle assai, parecchie istantanee del “bacio a stampo”, “bacio a timbro”, “bacio a caramella”, “bacio a gomma”, “bacio a merluzzo con gli occhi socchiusi”, “bacio estasiato con lo sguardo ipotiroideo dove la fase acuta è un TSH  alle stelle”, “bacio alla francese”, “Che c’hai un bacio Perugina per caso?”, “nasino nasino all’eschimese”, “testa a destra”, “Inclina un po’ a sinistra, aspetta amore ho la cervicale che mi fa male”, “abbraccio”, “mani-intrecciate”, “vaffanculo agli invidiosi”, “piatti di mare”, “piatti di montagna”, “solo cose belle con cesto di frutta fresca e calice di champagne” (si scoprirà poi essere Tavernello), “un giorno di noi”, “una settimana solo noi”, ” un mese insieme a noi”, “un anno, vi ricordate di noi?”…

Senza dimenticare il postare di lettere condivise in social visione. Tutte le volte che me ne capita a tiro di lettura qualcuna, immediatamente nella mia testa parte la sigla di apertura dei mondiali di calcio , a proposito ma quest’anno l’Italia non partecipa?

Epistole che a confronto quelle di San Paolo Apostolo ai Corinzi, scritte da amanuensi ubriachi, sono bignamini. E sulla linea di arrivo troviamo i  messaggi di buon compleanno personalizzati e le dichiarazioni d’amore dove la cover di “Power of love” cantata da Cesira di Busto Arsizio, trasferitasi a Dublino, accompagna il pic collage dei best moments.

Senza considerare lo stalking scordinato, la demarcazione territoriale studiata, le frasi topic della “stronza impunita” o del “figo rionale” come minaccia, postate quando il rapporto è in crisi.
Per poi far pace con Sangiorgi, Ferro, Arisa e Levante…anzi no, il vento proprio no che quello, se arriva, spazza via tutto ed “Un pezzo di me…” suggella la fine.

-Questo post è stato scritto con ironia e non vuole offendere nessuna delle coppie che semmai si sbaciucchia sui social, non ha molestato nessun gatto in calore, non ha guardato la foto di nessun single iscritto ad uno di quei siti di incontri, che poi mi sono sempre chiesta se davvero ci siano cuori solitari su queste piattaforme, dopo che la zia della sorella della signora che vive a tre isolati da casa mia, dicono ci abbia trovato il marito, eh ma lei perché si era iscritta?

E per finire, cosa più importante, non ha litigato neanche con l’operatrice del call center che ogni giovedì alle 9:30 della mattina chiama a casa per voler vendere un abbonamento telefonico, a cui vorrei chiedere scusa a priori, perché ironia del caso, parla sempre con mia madre, che finge di essere la domestica della signora ed utilizza un dialetto che assomiglia ad un ucraino molto italianizzato e solo ad ascoltarne la fonetica provoca un fastidio alle orecchie che il suono di un gessetto sulla lavagna, a confronto, è la sonata  “Al Chiaro di Luna” di Beethoven.

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