Mi manchi

Volevo dirti che mi manchi.

Mi manca quella parte di te che completa me.

Che se fossi qui avremmo stretto muffin freddi di stamattina e caffè caldo di adesso.

Volevo dirti che mi manchi.

Come quando su una torta di compleanno non ci sono le candeline e sembra che non sia più buona di come la si immaginava.

Che se fossi qui eravamo in un supermercato a trovare i pistacchi Fatina e la maionese Calvè, quella nel tubo di dentifricio che si conserva meglio.

Volevo dirti che mi manchi come quando non hai la protezione solare il primo giorno di mare e la scottatura di quarto grado, centro grandi ustionati, è dietro l’angolo.

Che se fossi qui mi avresti fatto accendere una Muratti per poi passartela, che a fumare davanti a te non ho mai avuto vergogna.

Volevo dirti che mi manchi come il limone sulle patatine.

Che se fossi qui ti chiederei di spiegarmi perché il mondo va a rotoli e non sono certo a dieci piani di morbidezza.

Volevo dirti che mi manchi come la carne tritata nella bolognese.

Che se fossi stato qui avremmo lavorato al computer per chiudere i bilanci e per non farmi annoiare mi avresti fatto mangiare un pacco intero di Elah alla liquirizia e fatto scrivere su un registro vuoto Buffetti.

Volevo dirti che mi manchi e che respiro, rido spesso e piango poco.

Che va tutto bene fin quando sentirò la tua mancanza, papà.

Ed oggi il tuo posto a tavola sarà libero, perché io continuo ad aspettare sempre te.

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