L’interiorità è un dialogo

– È mai morta Madame?
– Parecchie volte, Monsieur. Parecchie volte mi sono ritrovata ad ordinare un caffè e girare il sale nell’ amaro senza capire perché fossi lì e non in un’ alcova di normale microcosmo.
– Quando il suo sguardo mi parla avverto che dei picchi di autentica verità mi investono di potenza rara.
Cos’è lei?
– Vuole davvero che le dica cosa sono?
Le interessa così tanto?
– Una virtuosità così dirompente non dovrebbe essere nascosta, neanche al buio più igegnoso.
– Sono un pozzo. Da cui verrà catturato. Essenza trascinante di mistero e dramma psicologico che attanaglia, opprime, scappa e libera.
Un esordio romanzato senza mai una fine.
Un tumulto cercato senza mai essere poi voluto.
Un omicidio pensato senza ragionevole colpevolezza.
L’ inquietudine che aspira alla pacatezza di intenti e all’ esaltazione dei sentimenti.
Sono aria che nella nebbia si confonde.
Arriva il giorno e dipana via.
Ho sempre preferito la fine che può essere guardata e toccata.
Gli inizi. Quelli a me non sono dovuti.
– Mi dia la mano.
– Perché?
– La porto via.
È una fine.
Ma spero di farle capire che c’è sempre una seconda occasione, è per iniziare.

Lascia un commento