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L’etica è una spia spesso a riserva

Dove finisce la notizia ed inizia l’etica, soprattutto sui social?

Ci vorrebbe un algoritmo che veicolasse cosa e quali immagini mostrare in rete per salvaguardare quella forma di pudore che dovrebbe avere la morte.

Perché consegnare al vortice senza sosta della rete immagini di un gesto disperato?

Me lo sono chiesta e continuerò a domandarmelo tutte le volte che la notizia di un suicidio annunciato, su una piattaforma virtuale, tramite “videomessaggio”, arriva sulle pagine della cronaca.

Trailer drammatici dove la vittima sta per diventare il suo stesso carnefice ma prima l’esordio di un occhio di bue a far da platea.
Raccontare, raccontarsi, anticipare che quelli saranno gli ultimi minuti prima di un folle gesto.

E la rete, quella spiona che guarda, osserva, giudica e commenta dov’è?
Cosa fa in quei minuti di ascolto?

Siamo diventati così impermeabili all’emotività che ormai ogni bruttura la filtriamo con il colore della noncuranza, “quel tanto non sta succedendo a me” così dilagante nelle nostre vite, nei nostri pensieri.

Cosa realmente ci scuote e ci destabilizza?

A me?

Tutto!

Pur non dandolo a vedere, ogni orrore mi scrolla il cuore e mette in moto gli atomi che confluiscono nel mio corpo ed allora mi ribello.

Piattaforme virtuali che diventano palcoscenici di scene popolate da immagini crude di bambini morti, semmai in guerra. Si preannuncia il tutto con quella obsoleta dicitura di “immagini forti”, come a volersi salvare la coscienza.

L’anno scorso, di questo periodo, c’erano i bimbi di Aleppo.

Dove sono finiti?

La notizia non ha più foto da postare ma in Siria c’è ancora un mondo da ricostruire.

Il voyeurismo con cui alcune persone godono nel fare propaganda di pace, è privo di ogni logicità perché gli aiuti si fanno con le braccia del cuore e con la testa della risolutezza, ma basta che ci siano i click compiacenti dalle persone giuste e tutto diventa “giustificabile”.

Le emozioni implodono ma l’etica, quella, sul serio dovrebbe essere rivisitata in chiave moderna che questo mondo va a rotoli e non sono certo a dieci piani di morbidezza.

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