La scelta è sempre una conseguenza

Amare e voler bene vuol dire concedere spazio.

In qualsiasi relazione, di affetto o amicizia, tenere a qualcuno significa mettere a disposizione un po’ di se stessi per l’altro.

Non come uso ed abuso ma come un’ importanza prioritaria nella scala del proprio cuore.

Diffido sempre da chi non ha tempo, quando lo intuisco, mi sembra di sentire tra le stanze delle mie sensazioni la voce del Bianconiglio di Alice, con il suo orologio da taschino penzolante fuori da una giacca rossa che urla “Presto che è tardi!”

Quel presto che è tardi è una scusa per ignorare.

Quando si volge lo sguardo altrove e si esclude il bene, quello che si riceve è pari a niente.

Ma sono solo conseguenze.

Quel pago dazio lo si è fatto già troppo spesso verso la nostra severità, sentendoci sempre in debito, la maturità porta a non farlo con gli altri.
A non giustificare le assenze, che quelle neanche i morti le regalano più se hanno riempito la vita di ricordi.

Noi umani siamo creature strane.
Preoccupati più della forma che della sostanza, ci impegniamo
affinché i comportamenti siano accettabili invece di virare con il vento in poppa, un minimo di tela ed andare verso la concretezza della rotta.
La frustrazione che si prova quando alcune cose diventano incomprensibili è pari ad un rigore negato alla nostra squadra del cuore: negare.
Negazione.
Punizione interiore.

Ho imparato una cosa nella vita, soprattutto grazie allo scandagliarmi le budella fino alla bile.
Se una cosa non funziona, non la forzo e di certo non faccio in modo che coercitivamente vada.

Eraclito mi ha insegnato che il “Panta rei” è un flusso energetico di vita pieno di entusiasmo ed idee.
Nasce dentro, straripa fuori e se sai farlo tuo, riesci anche ad accettare le cose che non vorresti.
A quell’ aspettare e pazientare preferisco il fare e l’agire.

Essere di conseguenza, oltre che di sostanza, dovrebbe caratterizzare quelle giornate dove il coinvolgimento pieno lascia molti spazi da riempire e diverse pagine da scrivere.

Ho sempre pensato che la vita accanto a qualcuno, un panda, un alieno, degli amici, un compagno, un fratello o una sorella, vada coltivata per renderla migliore che trascinare i brandelli di rapporti scuciti non farà altro che peggiorare lo strappo.

Certo, diventa un’impresa titanica quando le emozioni sono la biga che traina i nostri recalcitranti cavalli interiori, capire che dipende tutto da noi e che l’unica soluzione possibile, da andare a cercare negli anfratti della nostra coscienza, si racchiude in un principio libero di scelta che di certo non prevede l’abbandono alla disperazione, anche quando quest’ultima ci trasforma nello spettro di noi stessi che se gli scheletri nell’armadio ed il mostro sotto al letto ci incontrassero, sicuramente si andrebbero a nascondere nel cassetto dei fantasmini spaiati per la paura.

Scegliere quello che ci ritempra l’anima, sempre, e quando questo non c’è, continuare a cercare.

Scegli sempre, con cura, e non dimenticare che alla fine, la scelta migliore, ancora una volta, sei tu!

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