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L’animo umano, questo sconosciuto

L’animo umano, questo sconosciuto.

Cos’è l’opportunità di conoscere realmente qualcuno e dove finisce la linea sottile che demarca dall’opportunismo dell’altro?

Quando le due cose si fondono, trasformando l’una in un’ accezione negativa verso l’altro?

Opinabilmente sono portata a sostenere che ci sia, anzi, ci debba essere sempre uno scambio tra due esseri umani che interagiscono, qualsiasi sia il motivo, non per forza, adesso, devo scandagliare l’argomento, inserendolo in compartimenti stagni come se alfabetizzassi i libri che ho a casa, li trovo sempre, anche sotto al letto.

Il do ut des metaforico ci spinge a voler affiancarci tra di noi, spunti da mire affettive, gaudenti, lavorative, professionali, personali al di là delle emozioni.

La gamma delle relazioni tra esseri evoluti anni dopo il Cro-Magnon, è vasta; a pensarci bene, anche il fine, se non è machiavellico, non deve essere per forza inserito nella giornata in cui si butta l’usato.

Ci si usa.
Vicendevolmente.
E questo non è sempre una forma di vita dai contorni negativi.

Ma c’è un limite. Quella linea rossa che se oltrepassata trasforma l’opportunità di entrata in un’opportunismo che diviene, immancabilmente, anche per lo spirito di conservazione e resilienza che atavicamente ci appartiene, uscita.

E non è neanche di sicurezza ma un semplice calcio in culo, che spinge fuori.

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